Parchi minerari in Sicilia e miniere museo

Buona parte della ricchezza siciliana di fine Ottocento e inizio Novecento proveniva dalle miniere di zolfo, oggi in disuso.

Ma lo zolfo non è l’unica risorsa del sottosuolo siciliano.
Con un processo di lavorazione interamente svolto in profondità, in Sicilia è ancora attiva l’estrazione del sale.

Conosciamo insieme questi luoghi, oggi diventati Parchi o museo, a memoria degli uomini che ci hanno lavorato e a tutela del patrimonio etnostorico che rappresentano.

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L’Ente parco minerario Floristella-Grottacalda è l’esempio più importante di archeologia industriale del Sud e una delle principali fonti di ricchezza europea del ‘700. Include tutte le strutture e le apparecchiature delle principali miniere di zolfo siciliane.

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Il Museo dello zolfo Trabia Tallarita a Sommatino e Riesi è la miniera di zolfo più grande della provincia di Caltanissetta. Annessa alla Solfatara Grande, negli anni Venti del XX secolo produceva il 12% dello zolfo consumato a livello mondiale. Il villaggio di minatori vicino al sito è incluso nell’area del Museo, in onore alle vite umane consumate (anche tragicamente) in quel sito.

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Collocato all’ingresso del Parco urbano di Montedoro, il Museo della zolfara a Montedoro raccoglie fotografie, informazioni, minerali, utensili e alcune ricostruzioni relative alle attività estrattive. Ha un alto valore etnostorico ed educativo.

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Il Parco delle Zolfare a Comitini ospita 70 miniere di zolfo che nell’Ottocento produssero una quantità di ricchezza immensa per l’isola. Vi lavoravano circa 10 mila addetti e fu luogo di inizio della rivolta antiborbonica siciliana.

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Il Museo mineralogico e paleontologico della zolfara a Caltanissetta vanta una collezione di importanti minerali gessosi zolfiferi, di rocce e di fossili. Si possono anche ammirare diversi strumenti legati alle attività della miniera e i particolari forni “Gill”.

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È una delle Miniere di salgemma ancora attive in Sicilia e si estende al di sotto dei territori di Siculiana e Raffadali. Oltre al salgemma produce la Kainite ed è nota per la presenza di una Cattedrale di sale scolpita sulle sue pareti.

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La Miniera di Salgemma a Racalmuto è situata a soli 2 km dal centro abitativo. È tra i principali siti di produzione del sale siciliani. Mostra l’alternarsi di strati di kainite e salgemma e raggiunge i 100 m di profondità. Le sue gallerie sono così grandi da essere percorse con camion e grandi mezzi.

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Situata nelle frazioni di Salinella e di Raffo, la Miniera di Salgemma a Petralia Sottana si crede fosse attiva già nel Trecento. Ma le attività estrattive conosciute iniziarono a metà del ‘900 e sono attive ancora oggi nella produzione del “Sale di Sicilia”.

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La Miniera-Museo Cozzo Disi di Zolfo a Casteltermini è stata una delle miniere di zolfo più importanti d’Italia e l’ultima ad essere chiusa nel 1988. Trasformata dalla regione in Museo, è oggi un’importante testimonianza di archeologia industriale.

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